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Eravamo tutti giovani e belli
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
tosto 1ERAVAMO TUTTI
GIOVANI E BELLI

parole, pensieri e versi della Grande Guerra

a cura di Gianluigi Tosto

 

 

La tragedia di quella che fu definita l’ultima guerra del passato e al tempo stesso la prima guerra moderna, viene fatta rivivere attraverso i versi dei poeti, le pagine degli scrittori, le lettere dei soldati e le idee degli intellettuali che animarono il dibattito sociale in quegli anni.

Come ben sappiamo, la stragrande maggioranza degli intellettuali e degli uomini di cultura dell’epoca si schierò a favore di un interventismo che molti di loro dovettero rimpiangere, nel momento in cui il Paese entrò a pieno titolo nel conflitto.
La retorica dell’onore, del valore e del coraggio che la cultura stessa avallò con le sue opere e con l’esempio in prima linea dei suoi esponenti, causò la morte di oltre un milione di persone solo in Italia, fra militari e civili, e di oltre 17 milioni nell’intero conflitto.
Poche furono le voci che si opposero fin dall’inizio alla follia di una guerra che i più pensavano si sarebbe risolta in pochi mesi e che durò invece più di tre anni per la nostra nazione.
In questo avvincente recital si tenta di dare voce a tutte le posizioni e a tutte le opinioni, lasciando che siano le parole stesse dei protagonisti del conflitto a parlare per loro e a lasciare una forte impressione in chi ascolta, senza un particolare bisogno di commenti.
Si alterneranno le violente parole dei Futuristi (Marinetti, Soffici, Papini), con quelle meno violente ma altrettanto decise e visionarie di Umberto Saba.
Si passerà dalla forte denunzia del russo Majakovskij alle tenere parole sui soldati di Ugo Betti, e a quelle acutamente satiriche di Trilussa.
Seguiremo lo sviluppo del pensiero e la trasformazione dell’atteggiamento di Carlo Emilio Gadda (interventista convintissimo all’inizio, per poi aprirsi ad una amara consapevolezza del dolore alla fine).
Il punto di vista della società contadina, vera protagonista dell’avventura del fronte, sarà magnificamente rappresentato dalle liriche del calabrese Corrado Alvaro.
Le lettere dei soldati dalla prima linea ci porteranno in maniera oltremodo diretta gli umori, gli odori, la polvere, la paura, le sensazioni che i giovani soldati respiravano durante i combattimenti, senza alcuna possibilità di retorica poetica.
Non potranno poi mancare le parole dure, intense e concise del poeta per eccellenza della Grande Guerra, Giuseppe Ungaretti.
Le guerre sono e sempre saranno combattute dai giovani, anche se a pensarle sono e sono stati i più anziani, coloro cioè che avrebbero dovuto imparare qualcosa dall’esperienza delle guerre precedenti.

Ma l’Uomo pare essere molto restio a imparare qualcosa dal passato.
Possa questo recital essere un piccolo contributo per non dimenticare, e per far sì che le sofferenze di chi ci ha preceduto possano aiutarci a evitare le nostre e quelle dei nostri figli.

 

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