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P38 - 2016

 

"HANDALA"
 
rassegna di

TEATRO RESISTENTE

spettacoli, seminari, proiezioni, musica, incontri

 

STAGIONE 2015/2016

VII edizione
 
cartolina web
 

15 e 16 dicembre "Ilio... o delle rovine"

24 gennaio "La nave"

21 febbraio "Maternità n°one - ovvero il Big Bang"

6 marzo "Superfiaba"

3 aprile "Le cose dietro il sole"

 

 

 

PERCHE' HANDALA?

Non l'abbiamo scelto Handala, è lui che ha trovato noi per le strade della Palestina, e non poteva che essere un incontro fondamentale!
Per questo tutto il lavoro realizzato nel nuovo Palco38 è dedicato alla Resistenza del popolo palestinese e ai compagni Partigiani dell'ANPI di tutta Italia.
Siamo convinti che l'unico modo serio di celebrare e onorare la nostra Resistenza sia di appoggiare con ogni mezzo le lotte che gli altri popoli stanno conducendo, la Resistenza che continua ogni giorno...è la nostra Resistenza.

 

Dal 1° gennaio 2016 l'ingresso alle attività del Palco38 è riservato ai soci ARCI.
Diventare soci è semplicissimo: basta passare presso il nostro ufficio e compilare il modulo di iscrizione.

Anche il nuovo P38 può ospitare un numero limitato di spettatori per replica, si rende quindi assolutamente necessaria la prenotazione telefonando al numero 0585.777625 oppure con sms al 333.4995033 o con una mail a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Il contributo per gli spettacoli è di 10 euro, 8 per i partecipanti al Laboratorrio Teatrale Permanenente e per gli operatori teatrali.
 

CHI E' HANDALA?

"E' un bambino, piccolo, un po' spelacchiato, piedi nudi e toppe sui vestiti, difficile vederne il volto perché sta sempre di spalle.
E' così che Naji Al Ali disegnava Handala, il suo personaggio principale.
Handala c'è in quasi tutte le vignette di Naji, una presenza muta, ma ostinata.
Come quella del popolo palestinese al quale si vuole negare identità, ma che come Handala, c'è. handala sito
Handala senza volto riesce a gridare contro la negazione.
Volta le spalle a chi ha voltato le spalle al dolore dei palestinesi e guarda, guarda le vicissitudini della sua gente che Naji disegna con amore.
Se sul volto di Handala ci sono lacrime o sorrisi solo quella gente potrà scorgerli, perché è girato costantemente verso di loro.
Voglio immaginare anche Naji di spalle, mentre disegna con quel suo tratto sottile ed insinuante come la sabbia del deserto, curvo sul foglio sul quale tesse il racconto del suo popolo, mischiando all'inchiostro il dolore e l'ironia, la rabbia e la poesia.
Tutta la sua intelligenza e la sua fantasia costrette dall'amore a concentrarsi su un dramma.
Quanti fogli ha riempito.
E Handala, con la sua schiena, sempre li, forse per tenerci un po' distanti da quei disegni di cui fa parte e che gli appartengono.
E' lui il primo a guardarli.
Noi possiamo solo sbirciare da dietro le sue spalle imparando la dignità.
Noi gli occidentali, noi gli israeliani, noi gli emiri o i piccoli dittatorelli dei regimi arabi, perchè il popolo di Palestina è dall'altra parte del foglio e può vedere il volto diHandala in quello dei tanti bambini, suoi figli che colmano con le loro risa, i loro giochi e troppo spesso con le loro morti, le strade polverose dei campi profughi, i vicoli antichi di Gerusalemme e gli uliveti d'argento della Cisgiordania.
Naji aveva la fortuna degli artisti, poteva usare il foglio come una porta magica, attraversarlo e raggiungere la sua terra anche dall'esilio.
Naji aveva la generosità dei poeti e cercava di portarci con se, per aiutarci a capire.
Naji e morto, è stato ucciso, rimane solo Handala.
Chissà forse se impareremo a guardarlo con gli occhi di un palestinese un giorno si girerà verso di noi. "
Tratto dal volume "No al silenziatore" di Saad Kiwan e Vauro Senesi

 

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